Autrice: Magda Szabó

Editore: Anfora

Numero pagine: 418 (compresa la postfazione)

Gina è una viziata quindicenne di Budapest, figlia del generale Vitay. Quando però scoppia la Seconda Guerra Mondiale il padre la manda al Matula, un severo istituto femminile calvinista, per difenderla da chi vuole rapirla per ricattarlo. Lì la vita è dura: quasi non si può fare niente, le regole sono rigide: l’unica persona buona e compassionevole è il professor Konig, ma (incomprensibilmente) proprio per via della sua bontà le matuline lo odiano. Gina odia l’istituto e prova a fuggire (e fallisce). Al Matula c’è una leggenda su una statuina di una ragazza che tiene in mano un’anfora, Abigail. Si dice che chi le esprime un desiderio lei lo avvera, e se gli lasci nell’anfora una lettera poi lei ti farà avere la risposta della persona a cui era indirizzata la lettera. Gina non crede a questa cosa, ma Abigail le sarà molto utile. Quando per lei la situazione si fa pericolosa (un giovane ufficiale che le faceva la corte si rivela in realtà uno di quelli che vorrebbe rapirla) è costretta a fuggire: deve lasciare le amiche e i professori. E alla fine scopre che Abigail in realtà è…

Questo libro mi piaciuto tantissimo e poi, leggendo la postfazione, ho scoperto che Magda Szabó si era ispirata alla sua esperienza infantile in un istituto ancora più duro dell’inesistente Matula! Ci credo che Gina è viziata. Per quanto le regole fossero dure non le concedo di lagnarsi per delle piccolezze simili in confronto a ciò vissuto dalla Szabó! Più volte mi sono ritrovata a odiare Gina. Che bimbetta stupida e viziata! Ma non potrei odiare lei quanto ho odiato le sue compagne: non ho mai letto di persone tanto rancorose e prive di buonsenso. Quando Gina riceve qualcosa che non voleva in un gioco che continua in segreto dal 1914 tradisce le sue amiche. Quindi queste cominciano (fino a che non la perdoneranno dopo aver temuto la morte) a ignorare Gina e a trattarla male. Inoltre, dopo che lei è stata costretta a offrire loro dei biscotti, loro sono state talmente orgogliose e stupide da conservarli per poi bruciarli pur di non mangiare qualcosa offerto da lei. Ma io dico: in guerra manca il cibo! Perché lo sprecate solo per soddisfare il vostro orgoglio e far sentire Gina ancora peggio! Ma cosa avete al posto del cervello, una pallina da tennis!?

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